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Sospirolo

Provincia di Belluno - Regione del Veneto


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Villa Agosti

Villa Agosti XVII secolo - Loc. Belvedere.

Lo stesso nome del luogo in cui sorge la villa sta ad indicare la posizione naturale particolarmente significativa che si affaccia da una parte verso la vasta apertura della vallata, mentre verso Nord è dominata dalla vicinissima bastionata delle montagne tagliate dalla profonda spaccatura della val d'Agordo. La villa deve risalire al XVII secolo, con varie aggiunte settecentesche.

Dai conti Agosti (famiglia oriunda di Como, risulta aggregata al Consiglio dei Nobili l'anno 1607; ottenne il titolo comitale nel 1748. Gli Agosti, divisi in più rami, ebbero possessi e ville sia sulla sinistra che sulla destra del Piave) passò alla famiglia Bacchetti, dapprima in affitto poi in possesso, tra il 1880-1890, ora Pellegrini.

Si accede alla villa dal lato Nord-Est; i due pilastri d'ingresso sormontati dai tipici vasi di pietra e con a fianco una specie voluta a bassorilievo sono senz'altro settecenteschi. La facciata con l'ingresso è semplicissima, come del resto quasi tutte quelle rivolte a settentrione, interessata dal bugnato del pianterreno. La fronte verso il giardino ripete lo schema solito con motivo centrale e timpano, fiancheggiato da due camini. Abbastanza singolare (non si trovano altri esempi simili nella vallata) è la decorazione a vasi e palmette di pietra sopra le bifore: motivo di sapore ancora classico (che giustifica la datazione al XVII secolo), che ingentilisce la robusta semplicità degli architravi e delle incorniciature di pietra; i balaustrini del poggiolo sembrerebbero invece più tardi.

Le proporzioni sono piacevoli e curate, con le aperture sempre in scala decrescente verso l'alto. Il timpano è basso e schiacciato, seguendo coerentemente l'andamento orizzontale della fronte, marcato dalle caratteristiche fasce marcapiano in intonaco graffito che ritmano la facciata.

Abbastanza comuni, ma non sempre conservate, sono le due panchine di pietra, a fianco del portone d'ingresso: elemento significativo del tranquillo ozio delle villeggiature e del gusto per una piacevole sosta e per il conversare all'aperto. Delle due ali rustiche, quella a mattina, più bassa e arretrata, a parte il portico aggiunto verso il giardino, pare della stessa epoca della villa.

L'altra ala, assai più allungata e posta sullo stesso piano della principale, deve essere aggiunta recente o trasformazione, con la sovrapposizione di un piano, di una precedente costruzione. Il vasto spazio antistante l'ingresso principale è in parte un cortile, per il resto una grande distesa erbosa in cui si trovano un vecchio pozzo e la cappella in diretta comunicazione anche con la strada. Verso mezzogiorno il giardino, spartito simmetricamente dal viale centrale in asse con la mezzaria della villa, presenta due larghe zone delimitate da bassi muri di pietra, ritmati da due pilastrini, che forse dovevano reggere statue o vasi.

Un importante motivo di ingresso, formato da quattro pilastri in pietra a bugne sormontati da snelli vasi di pietra tornita e lavorata, separa il giardino dalla campagna antistante. Tratto da "Ville della provincia di Belluno" di Adriano Alpago Novello - edizioni SISAR Milano, 1968


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